Gli animali domestici capiscono lo stato emotivo del loro padrone: Tuteliamoli sempre

Due chiacchiere con Enrico Alleva (etologo italiano, membro di associazioni quali WWF, Legambiente) sulla importante svolta avviata dalla Francia, per la tutela degli animali:

"La legge deve seguire il cambiamento culturale".

"Nella legge italiana, per esempio, un tempo l'animale non doveva essere trattato male non in quanto essere senziente ma perché il maltrattamento veniva considerato un esercizio di crudeltà che si sarebbe potuto riverberare sull'uomo. Ed è vero che la crudeltà sugli animali è il segnale di una potenziale criminalità, ma vanno protetti per loro stessi, perché riconosciamo che provano dolore".

Negli ultimi anni sono cresciute molto le tutele verso i nostri amici a quattro zampe. Perché?

"In linea teorica questa attenzione arriva da lontano: tutta la tradizione occidentale, da Aristotele passando per Sant'Agostino, concepisce gli animali come esseri senzienti. C'è stata una interruzione con Cartesio, con l'animale- macchina, che non agisce ma è agito dagli istinti. Poi una bella inversione di rotta l'hanno data gli ultimi pontefici: Giovanni Paolo II ha detto che le bestie hanno un'anima, Ratzinger, amico dei gatti, ha fatto crescere l'attenzione nella Chiesa, che aveva sempre negato il dolore fuori dalla specie umana".

Si è evoluta la nostra sensibilità o gli animali da affezione si sono davvero un po' umanizzati?

"Tra il cane che durante le due guerre stava sull'aia e quello urbano di oggi, che vive dentro casa, immerso nel nucleo familiare con tutti i rapporti sentimentali che questo comporta, c'è una bella differenza"

Come cambia la capacità di sentire tra le specie: cani e gatti sono diventati più simili a noi, rispetto al canarino per esempio, o è solo un'impressione?

"Cane e gatto sono le specie più plasmate dall'uomo nel modo di esprimersi: sono mammiferi, c'è più empatia. Ma anche con i corvi e i pappagalli, tra gli uccelli, c'è un buon feeling".

Dire "gli manca solo la parola" è quindi un'osservazione fondata?

"Più esatto è definirla, come hanno fatto alcuni studi, una "reciproca lettura della mente": gli animali domestici capiscono lo stato emotivo del loro partner umano e sono in grado di modificarlo, consolandolo o facendo dei dispetti ".

Quali sono i veri diritti da salvaguardare dei nostri amici a quattro zampe?

"Il primo diritto è essere un animale: va rispettato il lupo e il gatto selvatico che è nella loro mente. Non vanno viziati troppo e bisogna assecondare i loro bisogni. Un cane, per esempio, invece di stare da solo in un grande giardino a deprimersi è più felice di andare al supermercato con il proprietario, perché è come andare a caccia nella muta".

In Italia negli ultimi anni ci sono state diverse aperture della

giurisprudenza: la Cassazione ha detto che l'animale deve essere riconosciuto non come cosa ma come "essere senziente". Ed è stata presentata una proposta di legge costituzionale per introdurre questo principio nella nostra Carta. Quali sono i tempi per una svolta anche da noi?

difficile da dire, ma non è troppo lontana: c'è una nuova generazione di etologhe e veterinarie sensibili e battagliere che daranno una grande spinta "

Fonte: Repubblica.it

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