La storia di Giovanni un uomo che grazie agli animali ha ripreso la sua vita

In tempi di crisi, c'è anche chi è arrivato a togliersi la vita per aver perso il lavoro, questa storia ha invece un lieto fine. Il protagonista di questa vicenda è un uomo che, nella vita, faceva il barman ma che, dopo aver perso il lavoro è riuscito a trovare la forza per rialzarsi e costruirsi il futuro che aveva sempre desiderato. Il suo nome è Giovanni Vuolo, 37enne di San Sebastiano al Vesuvio, in provincia di Napoli. Un anno fa l'impiego da barman è sfumato, complice la crisi economica, e il titolare del locale dove era impiegato, a Napoli, lo ha licenziato. Giovanni dopo un primo momento di depressione, è riuscito a farsi una vita nuova. Come? Grazie agli animali! "Avevo conosciuto alcune persone del nord Italia - ricostruisce - alle quali avevo detto di avere una passione per gli animali: cani, gatti, pecore, asini, cavalli, pesci. Ne ho avuti tanti nella mia vita. Quando ho perso il lavoro, alcune amiche mi consigliarono di iscrivermi a un corso per l'abilitazione alla Pet therapy (terapia con gli animali). Sono partito per il nord e ho ottenuto il brevetto dall'Engea per la play pet e per l'equitazione ricreativa per disabili. Forse sono l'unico in provincia di Napoli ad avere l'abilitazione per fare l'operatore di questo tipo di terapia. Un anno fa ho creato un'associazione sportiva dilettantistica equestre, 'Empatiamoci', e mi sto dando da fare per farla conoscere anche fuori dai confini comunali, magari per farne un'attività che mi consenta di andare avanti, oltre ad aiutare gli altri''.E' diventato imprenditore di se stesso, Giovanni, e punta su un futuro del tutto diverso da quello che stava scrivendo dietro il bancone di un bar. I soci dell'associazione che ha fondato possono interagire con asinelli, un pony e molti animali da cortile. I contatti avvengono sotto la guida di Giovanni che coordina la play pet. "Al momento ci sono alcuni bambini disabili che frequentano l'associazione - spiega il 37enne - un bimbo autistico, alcuni ipovedenti, altri con diverse problematiche di adattamento. Chi vuole può chiedere ilsupporto di medici specialisti: con me ci sono una psicomotricista, una psicologa, un logopedista. Ma la terapia si rivolge anche ai normodotati. E non solo ai bambini".Un avvio con soddisfazione, per Giovanni. E' lui a raccontare dei progressi dei più piccoli ai quali insegna il contatto con gli animali, e che seguono un percorso oculo-manuale. ''La pet therapy aiuta in tante cose - conclude - ma bisogna capire che è una terapia complementare e non sostitutiva. Il contatto con gli animali è davvero un toccasana per la percezione del dolore, la riduzione dell'ansia e altro. In questo anno ho visto tanti progressi con i bambini, ma la mia più grande gioia è stata vedere la mamma di un bambino autistico commuoversi davanti al figlio che mi faceva capire di avere bisogno del bagno. Prima di allora non aveva mai comunicato con nessun estraneo, tantomeno palesato i suoi bisogni".

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