Roma: giunta Marino nemica degli animali


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Da capitale all’avanguardia Roma diventa un inferno per animali e alberi: da diversi anni a questa parte la demolizione dei diritti delle altre specie è stata indefessa e progressiva, ma oggi, sotto il governo di Ignazio Marino – che ha assegnato l’Ambiente alla contestata omonima Estella Marino – il processo sfocia nella catastrofe.

“Roma deve riconoscere i diritti degli animali, e insieme alle Associazioni animaliste voglio una Consulta per il loro benessere” dichiarava a Repubblica in ottobre il Sindaco “che sia realmente ascoltata, e agisca per fornire pareri su tutte le attività amministrative che possano avere un impatto su di loro. Io voglio ascoltare la città, le sue associazioni, le reti di comitati, i singoli cittadini, perché Roma dobbiamo governarla insieme”.

Nei mesi a seguire, tuttavia, il “governo congiunto” rimaneva un proclama estemporaneo, mentre l’assessore all’Ambiente Estella Marino otteneva mandato pieno per manovre incompetenti e nocive, costringendo le associazioni protezionistiche ad aspra battaglia. Non già per progredire, bensì per difendere a fatica scampoli di civiltà. Tutti in piazza dunque per bloccare una demenziale delibera presentata a maggio senza alcun confronto interlocutoro, tantomeno con Avcpp-Associaze Volontari Canile di Porta Portese che da un ventennio gestisce i canili municipali romani. Per mezzo di essa si prevedeva la chiusura di 3 canili­-gattili capitolini su 6 e il depotenziamento di Muratella, il più grande canile-gattile capitolino, in favore di gare d’appalto tese a disperdere i randagi fra strutture private laziali. Come formula, una gara di fatto al ribasso ma camuffata attraverso la richiesta di standard inverificabili, con ogni probabilità foriera di un aumento dei costi e della matematica perdita di tracciabilità degli animali.

Intanto, a causa dell’inadempienza delle Asl “2.348 cani sono andati in affido non sterilizzati uscendo dalle strutture comunali” spiega Simona Novi, presidente di Avcpp. “Randagi malati portati al canile di notte dagli accalappiacani e trovati morti la mattina all’apertura; fra il 20 maggio e l’11 luglio 90 cani abbandonati – fra cuccioli e adulti d’intralcio a traffico o abitazioni private – legati ai pali della luce, segnalati sia dai cittadini che dalle forze di polizia – non sono stati fatti entrare dalla Asl a Muratella e di conseguenza rimasti sul territorio…” cui si aggiunge l’incresciosa gestione del sequestro Parrelli, un rifugio privato romano da trent’anni oggetto di accuse e sospetti, i cui ospiti stanno trovando nuova dimora fra notevoli ostacoli e rischi.

E ancora, nella lunga lista delle malefiche iniziative prese dal Campidoglio, si è stabilita la chiusura della la Valle dei Cuccioli, piccolo presidio-vetrina per le adozioni (561 dal 2005, ma soprattutto centro di sensibilizzazione che rinviava il cittadino ai canili decentrati) nel cuore di Villa Borghese. L’Ufficio Diritti Animali, il primo in Italia fondato negli anni 90, sopravvive solo nominalmente afflitto da una gestione irresponsabile, intanto che rimane in estrema sofferenza per il rischio di taglio ai fondi lo straordinario Centro di Recupero della Fauna Selvatica della Lipu-Birdlife Italia, unico nel Lazio con una media di cinquemila animali selvatici soccorsi e curati ogni anno.

“Per i primi undici mesi di mandato Sindaco e Assessore hanno finto che questi temi non fossero di competenza del Comune. Nell’ultimo periodo poi hanno fatto solo danni, senza attuare nemmeno uno dei punti del loro programma, anzi, procedendo nella direzione contraria” commenta Gianluca Felicetti, presidente della Lav-Lega antivivisezione. “Vedi il peggioramento del Regolamento comunale sulla tutela degli animali, approvato all’unanimità nel 2005 e diventato un modello nazionale fatto proprio dall’Associazione nazionale Comuni italiani e che ora Marino e Marino intendono disintegrare attraverso una concertazione indebita con i Servizi Veterinari Asl, i quali rappresentano uno dei problemi della tutela degli animali a Roma”.

Scherza amaramente Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani Onlus: “Presto dovremo tappezzare Roma di manifesti: ‘wanted Marino&Marino, una taglia per chi cattura vivi i peggiori amministratori capitolini di sempre in tema di animali! Che tristezza, quanta pochezza…”

“Siamo lontani dalle promesse della campagna elettorale, e il sindaco Marino si è spinto ben oltre il disattendimento del suo programma sulla tutela degli animali, per esempio con una delibera per lo smantellamento delle strutture pubbliche di accoglienza per cani e gatti in favore dei privati” dice Claudio Locuratolo, presidente della sezione romana dell’Enpa-Ente nazionale protezione animali.

“Di questi giorni inoltre una sua ordinanza che permette ai vetturini di far lavorare i cavalli delle botticelle dopo le 18, anche in situazioni meteo di allerta, cancellando così l’unico atto in favore degli animali del suo predecessore. A quando l’apertura di uno stabulario di Roma Capitale?”

@margdammargdam@margheritadamico.it

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