Il prurito nel cane: gli indizi a cui prestare attenzione


Il prurito è uno dei segni clinici più frequenti nei nostri cani ed anche uno dei motivi di maggiore apprensione per noi proprietari.

Può avere diverse origini, dalle dermatiti parassitarie alle allergie stagionali, ma lo sfogo è sempre lo stesso: uno stimolo intenso che porta l'animale a mordersi e a grattarsi. Solitamente il cane tende a sfregarsi nelle zone dove è localizzato il prurito, ossia addome, fianchi, ascelle, collo e orecchie, è frequente poi che si lecchi anche su zampe ed inguine. Da non sottovalutare, oltre a questi comportamenti più evidenti, è poi la presenza di arrossamenti cutanei, la rarefazione o assenza del mantello (alopecia) e peli color ruggine. Sono i segnali principali che ci testimoniano non solo l'esistenza di un problema, ma anche l'insorgere di un vero e proprio circolo vizioso del prurito che porta l'animale a grattarsi per cercare un temporaneo sollievo, senza però ovviare al malessere, ma anzi peggiorando la situazione, che può degenerare in dermatiti, infezioni ed infiammazioni.

L'errore più grande che possiamo fare è quello di minimizzare il problema, riducendolo ad un semplice fastidio per l'animale. Fondamentale è la consulenza del veterinario, che, dopo un'accurata visita e controlli più approfonditi, saprà rintracciare l'origine specifica del fenomeno e prescrivere la giusta terapia. Allo stesso tempo, durante la ricerca della causa, è bene farsi consigliare anche su prodotti capaci di tamponare il prurito, per bloccare immediatamente il ciclo prurito -grattamento - prurito: esistono in commercio soluzioni, a riguardo, efficaci, veloci e soprattutto senza cortisone, che il vostro veterinario di fiducia saprà suggerirvi.

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