Parvovirosi: semplifichiamo una malattia difficile


Forse un nome poco familiare per i proprietari di cani, la parvovirosi è una malattia estremamente contagiosa che colpisce soprattutto i cuccioli e i cani adulti non vaccinati.

Questa patologia è provocata da un DNA-virus appartenente alla famiglia Parvoviridae, il CPV-2, distinto in CPV-2a e CPV-2b; negli ultimi anni ha anche aumentato la sua gravità in seguito a ceppi di nuova generazione. Il virus è caratterizzato da un'elevata persistenza nell'ambiente, ad esempio è capace di resistere sugli oggetti come vestiti e ciotole anche per più di cinque mesi, il che lo rende difficile da combattere ed estremamente pericoloso.

Come fa però il nostro cane a contrarre questa malattia? La trasmissione del virus avviene principalmente per via oro-fecale, cioè attraverso il contatto con le feci infette.

La parvovirosi colpisce principalmente l'apparato gastroenterico oppure il miocardio e può avere un decorso inapparente, lieve o acuto e mortale. Tra i sintomi principali ci sono: vomito e diarrea, generalmente con presenza di sangue, febbre alta, anche 40-41°, disidratazione e leucopenia.

L'unico trattamento possibile della parvovirosi è rivolto al controllo dei sintomi, deve essere aggressivo e iniziato il più presto possibile. Ma fondamentale è ovviamente la vaccinazione: parlate con il vostro veterinario e fatevi guidare tra i vaccini più sicuri, ma soprattutto tra quelli che sono aggiornati sui nuovi ceppi, che impediscono la disseminazione (ossia il contagio tra gli altri cani) e che non solo riducono ma prevengono i segni clinici della malattia.

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